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Complesso monastico Santa Caterina D'Alessandria

Storia

Il complesso domenicano di Santa Caterina D'Alessandria si trova nel cuore del centro storico di Palermo. Il perimetro dell’area è delimitato a nord dalla via Vittorio Emanuele, a ovest da piazza Pretoria, a sud da piazza Vincenzo Bellini e a est dalla via degli Schioppettieri. Fondato per volontà testamentaria di Benvenuta Mastrangelo e di sua madre Palma Abbate successivamente al 1311, l’edificio religioso ha subito nei secoli numerose modifiche, anche perché è sempre stato abitato, dal Trecento fino quasi ai giorni nostri. L’ubicazione del monastero al centro della città, la disponibilità di grandi risorse finanziarie e immobiliari, ne facevano l’istituzione religiosa più ricca di Palermo. Le prescrizioni del Concilio di Trento persuasero le religiose ad ampliare gli spazi a disposizione, con la realizzazione di un nuovo dormitorio e di una chiesa ampia e sfarzosa.  La nuova chiesa di Santa Caterina d'Alessandria fu realizzata in un trentennio, a partire dal 1566, e inaugurata il 24 novembre 1596, in occasione della ricorrenza della Santa. La costruzione fu avviata durante il priorato di suor Maria del Carretto ma la consacrazione ufficiale avvenne più tardi, nel 1664, alla presenza dell’arcivescovo di Palermo e del viceré Francesco Caetani. Dopo l’Unità d’Italia, in esecuzione del Regio Decreto n. 3036 del 7 luglio 1866, furono soppressi gli ordini religiosi e incamerati dallo Stato gran parte dei beni ecclesiastici.  Il monastero continuò ad essere affidato alle cure delle domenicane, ma perse la proprietà di tutti i beni patrimoniali. Per garantire il sostentamento alle monache fu riconosciuta solo una pensione. Numerosi eventi di carattere bellico non hanno risparmiato il complesso architettonico del Santa Caterina, che fu colpito dalle bombe garibaldine del 27, 28 e 29 maggio 1860. La parte del complesso prospiciente il Cassaro (come si evince chiaramente da una stereotipia di Eugène Sevaistre) subì danni notevoli. Durante la seconda guerra mondiale furono distrutte le fabbriche del monastero intorno al chiostro. Nel 2014 le ultime tre domenicane sono state trasferite a Rieti, nel monastero di Sant’Agnese. L'edificio, di proprietà del FEC, è stato restaurato e oggi è gestito dall’Arcidiocesi di Palermo.

Il monastero si articola su tre piani

Al primo piano è possibile visitare la stanza della priora (ufficio della madre superiora, la sacrestia e gli spazi della vita comune, chiostro, refettorio, sala del capitolo,). Al secondo piano si trovano le celle, il coro grande, i matronei, il coro piccolo. Infine all’ultimo piano si trovano le terrazze, un tempo coperte, dalle quali si gode una vista panoramica su tutta la città.

 La chiesa è un capolavoro di arte barocca siciliana

l’edificio è ad aula unica, con cappelle laterali e cupola centrale. La semplicità della cinquecentesca facciata esterna non prepara il visitatore alla maestosità della ricchezza delle decorazioni: marmi policromi, affreschi, stucchi e dorature, sculture a rilievo.  Hanno lavorato alla realizzazione di questo capolavoro, nel corso dei secoli, gli artisti più importanti del periodo, quali: gli architetti Giacomo Amato, Antonio Grano, Gaetano Lazzara, Andrea Palma; i maestri scultori Giovan Battista Ragusa e Gioacchino Vitagliano, i Marino e Antonio Rizzo. Per gli affreschi vanno ricordati: Francesco Sozzi e Alessandro D’Anna, Filippo Randazzo, Vito D’Anna, Paolo e Antonio Filocamo

Il sito dedicato al complesso monastico

Dov'è Complesso monastico Santa Caterina D'Alessandria

Orario di ingresso

Orario invernale (dal 17 novembre)
Da fine ottobre a fine marzo:
Tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00 (ultimo ingresso 16.15)


Orario estivo
Da fine marzo a fine ottobre:
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.15)

Dolceria i segreti del chiostro

Orario invernale (dal 17 novembre)
Da fine ottobre a fine marzo:
Tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00 (ultimo ingresso 16.30)

Orario estivo
Da fine marzo a fine ottobre:
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.30)