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Chiesa di San Cataldo

La fondazione della chiesa viene collocata abitualmente negli anni immediatamente successivi alla metà del XII secolo. La realizzazione è tradizionalmente attribuita a Maione da Bari negli anni in cui era grande ammiraglio, ossia primo ministro, fra il 1154 e il 1160. La sua origine pugliese potrebbe in realtà spiegare sia la scelta della titolazione stessa a San Cataldo, vescovo di Taranto, sia la scelta dell'impianto architettonico adottato nella chiesa, risolto in copertura attraverso la sequenza in asse di tre cupole. Dopo l’assassinio del Maione, avvenuto nel 1160, le sue proprietà furono cedute a Silvestro, quindi il figlio di questi, Guglielmo le mise in vendita insieme alla cappella "in predictis domibus costructa", chiaramente identificabile nel San Cataldo. 

Pur essendo concessa sin dal 1182 all'arcivescovo di Monreale, tale fatto non ha impedito che le radicali trasformazioni operate, durante i secoli successivi, compresa una sorta di "fagocitazione" della chiesa all'interno dei nuovi corpi di fabbrica. È molto plausibile che San Cataldo abbia mantenuto la propria configurazione fino alla fine del XVII secolo, quando l'Arcivescovo di Monreale Giovanni Roano si fece promotore nel 1679 della “ristorazione e degli abbellimenti” dell'edificio, opere ricordate in un'iscrizione ancora visibile, sopra la porta di ingresso. La chiesa venne inglobata in una struttura neoclassica ad opera dell'architetto Alessandro Emmanuele Marvuglia.

Nel 1867 la direzione della Posta decise l'utilizzazione anche della cappella per lo svolgimento di alcune mansioni, destinandola all'ufficio per la distribuzione della corrispondenza.

Nel 1882, dopo varie vicissitudini la chiesa venne restaurata da Giuseppe Patricolo. I lavori furono completati nei primi mesi del 1885, quando venne apposta sulle cupole un rivestimento in intonaco di colore rosso scuro. Questo colore, che caratterizza altri monumenti normanni palermitani, è, dunque, un'invenzione ottocentesca. Ancora oggi l'edificio che possiamo apprezzare è sostanzialmente la fabbrica architettonica restituita dall'opera del Patricolo, anche se dobbiamo registrare alcune trasformazioni operate sia all'interno della chiesa sia nell'immediato intorno durante il XX secolo. Il primo di tali interventi è riconducibile all'acquisizione della chiesa da parte dei cavalieri del Santo Sepolcro, che nel 1937 restaurarono e riconsegnarono al culto la cappella, come riportato nella lapide posta sulla parete meridionale all'interno della chiesa:

«ORDO EQU.SCTIU SEPULCRI HIER / ALOYSIO CARD. LAVITRANO PROTEC / TORE COLMITE JOANNE LO BUE / DE LEMOS IN SICILIA LOCUMTE / NENTE RESTAURAVIT AC DIVINO CULTUI RESTITUIT A.D. MCMXXXVII»

Le opere intraprese in tale circostanza riguardarono la collocazione negli alveoli di spigolo delle absidi di colonnine marmoree, che infatti ancora oggi presentano nel capitello il simbolo crociato dei cavalieri, e la chiusura con infissi a transenna delle finestre.

Il secondo intervento riguarda la demolizione dell'edificio seicentesco prospiciente la via Maqueda, danneggiato dai bombardamenti del 1943 e rimosso, infine, nel 1948. In seguito a tale demolizione, ai piedi del basamento su cui spicca oggi la chiesa, è stato ricavato uno slargo, in cui è stato messo in luce un frammento delle antiche mura urbane di età punica.

La pavimentazione a tarsie marmoree e lastre di porfido e serpentino, per quanto integrata da restauri, conserva ancora sostanzialmente la sua preziosa conformazione originaria.

Nella chiesetta è stata sepolta la piccola Matilda, figlia di Silvestro, morta nel 1161, come si ricava dall'iscrizione che ancora oggi è visibile sopra una delle pareti interne della chiesa, di fronte all'ingresso:

«EGREGI COMITIS SILVESTRI NATA MATILDIS / NATA DIE MARTIS, MARTIS ADEMPTA DIE / VIVENS TER TERNOS HABUIT MENSES OBIITQUE / DANS ANIMAM COELIS, CORPUS INANE SOLO / HAEC ANNIS DOMINI CENTUM UNDECIES SEMEL UNO / ET DECIES SENIS HAC REQUIEVIT HUMO»

La chiesa di San Cataldo è affidata all'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme - luogotenenza Italia Sicilia / Sezione di Palermo. Dal 3 luglio 2015 fa parte del Patrimonio dell'umanità (UNESCO) nell'ambito dell'"Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale".

Dov'è Chiesa di San Cataldo

Orario di ingresso

Orario invernale
Da fine ottobre a inizio marzo:
Tutti i giorni  dalle 9.00 alle 13.30 (ultimo ingresso 13.15) e dalle 14.00 alle 17.00 (ultimo ingresso 16.40)


Orario estivo
Da inizio marzo a fine ottobre:
Tutti i giorni  dalle 10.00 alle 13.30 (ultimo ingresso 13.15) e dalle 14.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.40)